Mediocrità, eccellenza e perfezione

Continuo a pensare che alcune esigenze di fondo sono le stesse a prescindere dal contesto: una di queste è il bisogno di eccellenza e di miglioramento. Che si tratti di un prodotto, di un software, di una prestazione, di una relazione gli esseri umani sono capaci di giocare il gioco della perfezione.

La vera maledizione di ogni prestazione e di ogni prodotto consiste non nell’essere pessimi, ma nell’essere mediocri. In questo video condivido un semplice gioco che può servire a chiunque voglia onestamente e in modo esplicito migliorare un prodotto, un processo o una relazione.

High Performance Team – Cultura e Protocolli Core – sabato 13 Maggio

Il tuo gruppo, la tua squadra, può essere dieci volte migliore.

Vuol dire che il tuo gruppo di lavoro può produrre 10 volte di più, farlo con una qualità 10 volte superiore, in modo 10 volte più veloce o con una quantità di risorse 10 volte inferiore. La tua scuola può essere 10 volte più efficace nell’aiutare gli studenti ad apprendere. Il tuo gruppo di volontariato può diventare 10 volte più bravo a rendere migliore la vita delle persone a cui si rivolge. Anche tu stesso puoi diventare 10 volte più efficace nell’ottenere quello che vuoi.

In altre parole, puoi essere un grande e avere successo. Il tuo team può essere una grande squadra.

La grandezza

Puoi dire queste cose del tuo gruppo?

  1. I miei progetti si concludono in tempo e nei costi previsti ogni vollta, senza che questo richieda sforzi aggiuntivi.
  2. Ogni gruppo di lavoro a cui ho partecipato aveva una visione condivisa
  3. Nelle riunioni, facciamo solo e sempre ciò che produce risultati.
  4. Quando tu o il tema non ottenete quello che volete, nessuno dà la colpa al “management” o ad altri.
  5. Tutti condividono le proprie idee immediatamente appena le hanno.
  6. Le idee vengono immediatamente approvate, migliorate o rifiutate dal gruppo.
  7. Le azioni conseguenti alle idee approvate iniziano immediatamente.
  8. I conflitti vengono risolti rapidamente e in modo produttivo.

I Protocolli Core sono un modo per far sì che i gruppi abbiano proprio queste caratteristiche.

Alcune delle cose che imparerai:

  • Comportamenti orientati ai risultati
  • Come entrare e restare in uno stato di visione condivisa con il tuo team
  • Come creare fiducia in un team
  • Come mantenerti razionale e in salute
  • Come prendere decisioni di gruppo in modo efficace
  • Come raggiungere rapidamente e con alta qualità gli obiettivi del team

Questo video di 30 secondi (in inglese) riassume l’esperienza.

Questo corso è stato creato da Richard Kasperowski, autore di The Core Protocols: A Guide to Greatness

Facilitatori:

Questo è un corso “Paga Quanto Puoi”. I corsi Paga Quanto Puoi sono un dono progettato per diffondere il Bene nel modo più ampio possibile, rendendo disponibili a chiunque competenze e conoscenza. I corsi Paga Quanto Puoi:

  1. sono erogati a prezzo di costo e il costo è dichiarato e trasparente
  2. danno sempre la possibilità di pagare 0.
  3. hanno una struttura che può essere usata da qualsiasi formatore

Il nostro costo stimato per produrre questo corso per 8 studenti è di 383,00 € ovvero 48 € a studente:

  • Affitto della sala: 150€
  • Libri per i partecipanti: (18 € ciascuno): 44€
  • Coffe Break (4€ ciascuno): 32€
  • Pulizie: 25€
  • Materiali (2€ ciascuno): 16€
  • Totale costi stimati: 383,00 €

Il prezzo pieno del corso è di 48 €, per i soci IAC il corso è gratuito. Per chi vuole diventare socio la quota associativa annuale è di 50€.

Prenota il tuo posto per sabato 13 maggio!

Arriva in Italia il BootCamp McCarthy

“Gioia o squallore: questa è la differenza
tra stare in un gruppo dotato di visione condivisa e in uno che ne è privo.”
Software For Your Head – Jim & Michele McCarthy

softwareforyourhead

Finalmente arriva in Italia il primo BootCamp McCarthy, ritiro residenziale intensivo dedicato all’eccellenza dei gruppi di lavoro, che avrà luogo da giovedì 27 ottobre a martedì 1° novembre 2016 presso il Golf & Country Valcurone a Momperone (AL) (www.golfvalcurone.com).

Il training è rivolto a Project Manager, Team Leader, responsabili sviluppo software, responsabili di prodotto, responsabili HR di aziende IT, e in generale a chiunque desideri lavorare in un ambiente di eccellenza. Durante il ritiro, infatti, i partecipanti impareranno a utilizzare i Core Protocols™, una metodologia sviluppata da Jim e Michele McCarthy (www.mccarthyshow.com) per la gestione dei gruppi di lavoro (in particolare quelli orientati alla produzione di proprietà intellettuale, come il software) che massimizza la capacità del gruppo di produrre e consegnare nei tempi stabiliti un prodotto eccellente. La metodologia è stata sviluppata in oltre quindici anni in laboratori di osservazione del lavoro di gruppo e testata su migliaia di partecipanti. Viene oggi utilizzata all’interno di organizzazioni grandi e piccole negli USA, in Europa e nel mondo per guidare la costruzione e lo sviluppo di team di prodotto.
Applicando i Core Protocols, i team raggiungono infatti uno stato di visione condivisa che porta iperproduttività, comunicazione fluida e garanzia che il gruppo ottenga i risultati attesi.

Per iscriverti al BootCamp, clicca qui. Ricorda che la conferma deve essere inviata entro il 3 ottobre.

 

La tua squadra, gruppo di lavoro, scuola o famiglia, può essere dieci volte migliore di adesso…

Che cosa significa?

Vuol dire che il tuo team può produrre dieci volte di più di quanto fa oggi, una qualità dieci volte più alta e con dieci volte meno risorse. La tua famiglia può essere dieci volte più felice. La tua scuola può essere 10 volte più efficace ad aiutare le persone durante l’apprendimento. Il tuo gruppo di lavoro può essere 10 volte migliore e rendere migliore la vita dei suoi clienti.

La Grandezza:

Quante di queste affermazioni di seguito si applicano a te e al tuo team?

Porto avanti i miei progetti senza sforzo, nei tempi previsti e senza sforare il budget.

Tutti i team in cui ho lavorato avevano una visione condivisa.

Durante le riunioni ci focalizziamo solo su ciò che darà risultati.

Nessuno dà la colpa al management o a chiunque altro se non si ottengono i risultati.

Tutti quanti qui condividono immediatamente le loro migliori idee.

Le idee sono approvate all’unanimità, migliorate o respinte dal team.

Le attività che derivano dalle idee approvate iniziano immediatamente.

Il conflitto è sempre risolto rapidamente e in modo produttivo.

I CoreProtocols sono un modo per dotare qualsiasi team, gruppo di lavoro o squadra delle caratteristiche che hai appena letto.

Partecipare a un Bootcamp è un modo sicuro di imparare a creare grandi team. Il bootcamp è una simulazione immersiva di 5 giorni in cui i gruppi di lavoro praticano i protocolli di base per ottenere questo livello di prestazione.

L’intensa esperienza durante il Bootcamp include i fallimenti e i trionfi che si verificano durante la normale formazione di un team, la creazione di una visione condivisa, la progettazione, l’implementazione e la consegna di un prodotto.

Le giornate durante il Bootcamp sono strutturate come acceleratori di dinamiche gruppali, quello che solitamente accade nei gruppi durante un lungo periodo viene simulato in 5 giorni e notti di profondo impegno. Il Bootcamp guida i partecipanti in una simulazione di rilascio di un prodotto/servizio aziendale.

Diventare una grande squadra

Il training vi insegnerà le competenze, ma lo strumento principale che fornisce il Bootcamp è quello di fare l’esperienza di appartenere a una grande squadra. Questa esperienza permette di trasportare il modello appreso all’interno dei futuri team reali, e riproporre al loro interno la grandezza vissuta durante il Bootcamp.

I Bootcamp sono utili in quanto formano team “Booted”, che entrano in coesione più rapidamente, senza dover utilizzare i protocolli di base durante il lavoro quotidiano.
I formatori aiutano a costituire ed allenare il team guidandolo alla consegna del prodotto nei tempi prestabiliti.
Le nuove abilità che apprenderai ti aiuteranno a percepire le barriere mentali che di solito impediscono di raggiungere l grandezza.
Praticare i Core Protocols con gli altri ti aiuta ad abbattere queste barriere mentali, e insieme al tuo team con le nuove competenze sarai in grado di portare a conclusione il processo di consegna del prodotto.

La crescita che ne deriva è imbarazzante, a volte scomoda, impegnativa ed esilarante allo stesso tempo. Proverai il significato e la sensazione di far parte di un team che eroga alte prestazioni, perché tu in quel momento ne sei parte.

Alcune delle nuove competenze che diventeranno parte di voi:

  • Comportamenti orientati ai risultati
  • Come entrare e restare in uno stato di visione condivisa
  • Come creare fiducia all’interno di un team
  • Come rimanere razionale e in buona salute psicofisica
  • Come prendere decisioni di gruppo in modo efficace e come muoversi rapidamente e con qualità verso gli obiettivi di gruppo.

Hai domande sul Bootcamp e i protocolli base?
Contatta david@greatnessguild.org

Iscriviti al prossimo Bootcamp, posti limitati!

Cronache dal Bootcamp, Giorno #4

WP_20150501_09_44_51_ProVenerdì 1 maggio. Scrivo a Bootcamp finito da alcune ore: il team ha rilasciato il prodotto, anzi, il team è il prodotto.

Abbiamo fondato la Greatness Guild e redatto il suo manifesto.

La cerimonia di chiusura è stata emotivamente intensa e l’emozione prevalente era la gioia per quello che abbiamo creato.

Uno degli obiettivi che ci siamo dati era di impegnarci per la parità di genere, o meglio: per la demistificazione del dualismo di genere. Motivo per cui alcuni di noi, tra cui il sottoscritto, hanno partecipato alla cerimonia di chiusura in abiti femminili, senza alcun intento ironico. Non ho ancora deciso se rendere pubbliche le immagini 🙂

Adesso è il momento che nel gergo dei Core Protocols si chiama “recoil”, ovvero quella sensazione che ti arriva dopo aver fatto qualcosa di grande e soddisfacente e che dice: “troppo bello per essere vero”. Come ogni altra emozione, farà il suo corso, sono fiducioso che quello che abbiamo cominiciato questa settimana produrrà effetti e “prodotti” per molti anni a venire.

Domattina volo a Phoenix per la prossima sfida: faccio checkin contento e impaurito.

David Papini

Cronache dal Bootcamp, Giorno #3

Giovedì 30 aprile. La giornata di ieri è finita con una cena a Seattle, di fronte all’oceano. Mi impressiona il livello di connessione e comunicazione tra persone che tre giorni fa non si conoscevano nemmeno lontanamente, ho la sensazione di trovarmi nel posto giusto con il team giusto e con una fiducia nel processo di creazione del prodotto che ogni volta mi sorprende.
Con la mattina di oggi inizia la fase di creazione e integrazione in un unico prodotto dei lavori creati da sottogruppi: è la fase più difficile e intensa, perché si tratta di selezionare solo i prodotti migliori, scartando quelli solo buoni, e integrarne le funzionalità in un unico prodotto.
Continuo a godermi l’effetto di un team multiculturale (Turchia, Italia, Ucraina, Mauritius, Francia, Svizzera, Stati Uniti, Lituania, Repubblica Ceca, Giappone), multigenerazionale (da un anno di età a oltre sessanta) e multidisciplinare (marketers, sviluppatori software, product managers, progettisti di videogame, program managers, coach, psicologi) in cui mi sento al sicuro e in cui è possibile generare idee, creare, condividere, sentirsi parte di qualcosa di grande, al sicuro dalle soluzioni mediocri e dalla mancanza di connessione emotiva che troppo spesso si trova nelle cosiddette organizzazioni professionali.
Termino qui, per oggi, tra poco parte la seconda sessione di integrazione prodotto.

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David Papini

Cronache dal Bootcamp, Giorno #2

WP_20150429_14_12_18_ProMercoledì 29 aprile. Il jetlag continua a farsi sentire, anche se la tecnica di andare a cena con il resto del team nella casa che alcuni di loro hanno affittato e fare tardi ad ascoltare storie di Jim Mccarthy sui tempi in cui lavorava in Microsoft con Bill Gates e Steve Ballmer mi ha permesso di dormire una notte quasi normale. Oggi è il giorno in cui il team deve creare la visione del prodotto che rilasceremo venerdì. Succedono troppe cose per riuscire a rendere l’idea dell’aria che tira.

Ho iniziato la giornata lavorando al messaggio con cui comunicare al senior management che il team ha completato la fase di allineamento personale ed è pronto a creare la propria visione del prodotto. Il rilascio della visione è previsto per le 3 di oggi pomeriggio. Al momento in cui scrivo il processo è appena iniziato: qualcuno ha proposto “scary ideas” sul prodotto, altri si sono presi il tempo per creare arte e dipingere.

La riunione giornaliera con il management è stata un successo, dal momento che abbiamo dimostrato che siamo in linea con i tempi e abbiamo promesso che rilasceremo il prodotto finale alle 10 am di venerdì 1 maggio.

Quella di ieri con il manaWP_20150428_16_23_23_Progement di secondo livello, invece, è stata emotivamente intensa,

con un sacco di lacrime (da cui lo striscione che si vede nella foto qui sotto) lacrime a una riunione di project leaders? Esattamente, e non perchè qualcuno è stato punito, ma perché l’intensità emotiva e i livelli di impegno personale sono estremamente alti.

Il tempo è migliore di ieri e adesso vado a farmi una passeggiata di 15 minuti per raggiungere il resto del team e lavorare alla visione del prodotto.

Un’ora prima del rilascio del prodotto, insieme a Cristophe e Andrea abbia fatto una passeggiata nel bosco per lavorare sulla nostra visione del prodotto, ne è nata una belissima conversazione su come cambierebbe il mondo se la connessione emotiva tra le persone fosse una dimensione data come lo spazio e il tempo (probabilmente la discussione è stata influenzata dal film Interstellar), con un sacco di visioni su come potremmo funzionare in un mondo del genere e cosa sarebbe possibile. Per quelle magie che avvengono solo in un team allineato, al nostro ritorno la visione del team era formulata e si adattava perfettamente a quello che ci eravamo detti noi tre; gli altri dodici membri (tredici se consideriamo Axel che ha un anno) avevano lavorato all’unisono con noi senza che ci fossimo parlati.

Secondo la regola dei protocolli, la visione condivisa va espressa in una frase concisa di meno di dieci parole, ecco la nostra: “Global Love Bug Epidemic – We Are Carriers”. Il prodotto che andremo a sviuppare sarà coerente con questa visione: domattina la presentazione al management (speriamo bene…).

Per produrre questa visione sono stati necessari molto tentativi intermedi: nella giornata abbiamo prodotto idee per giochi da tavolo, esperimenti con la piattaforma Arduino, progetti per opere d’arte in legno, canzoni e coreografie.

WP_20150429_15_58_43_ProIn mattinata Jim McCarthy ha tenuto un seminario su “Template of generations and generation of templates” in cui ho preso appunti su una tela da dipinti (nella foto gli appunti prima di metterli in ordine) e che ha spaziato dall’epigenetica al software alla psicanalisi… 🙂 Impossibile (come per quasi tutto il Bootcamp) rendere l’esperienza senza averla provata…

Un altro effetto collaterale di questa esperienza è che sto raccogliendo un sacco di spunti e facendo esperimenti su cosa dire alla mia sessione della settimana prossima alla SCRUM Conference di Phoenix della settimana prossima.

In tutto questo, la connessione personale e la condivisione tra i membri del team, per dirla all’americana, “is skyrocketing” 🙂

David Papini

Cronache dal Bootcamp, Giorno #1

WP_20150427_19_15_17_ProMartedì 28 Aprile 7am. Atterrato sano e salvo. All’aeroporto viene a prendermi Tolga, membro del team, origine turca, vent’anni negli USA. Nei quarantacinque minuti di strada che ci separano dal luogo del Bootcamp, recupero parte del tempo perduto: in effetti i lavori sono iniziati domenica sera, per cui i miei compagni sono già all’opera da un giorno intero.
In ogni Bootcamp la prima attività che si svolge  è l’allineamento personale, in cui ciascuno dei partecipanti decide, con l’aiuto di un altro, che cosa vuole ottenere veramente dal Bootcamp (e dalla propria vita in genere) e come si impegna a farlo. Ogni impegno personale viene dichiarato apertamente e ogni partecipante stabilisce un sistema per segnalare agli altri quando ha bisogno di aiuto per portare avanti i suoi impegni.
Una delle caratteristiche del Bootcamp è che funziona su molti livelli contemporaneamente: c’è il livello della simulazione in cui il team lavora al prodotto, il livello di analisi di come sta andando il corso, chiamato “pause mode” e il livello del management intermedio (ovvero il team nel team).
Nel corso della la mattina abbiamo avuto il secondo incontro (primo per me) con i manager del progetto (chiamati in gergo Black Hats) per l’aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori. Subito dopo, c’è stato l’incontro con il team di management intermedio, che ha il compito di aiutare il team di progetto a creare il miglior prodotto possibile.
A metà pomeriggio si è svolta la cerimonia chiamata web of commitment in cui tutti i partecipanti dichiarano il proprio obiettivo di allineamento personale e il sistema che hanno scelto per chiedere aiuto al team ogni volta che vogliono far pratica del proprio allineamento.

 

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Il sistema per tracciare chi ha investigato chi, nel processo di allineamento.

Qui sotto lo schema dei nostri allineamenti.
Nella colonna “signal”, viene scritto quello che la persona dice, e nella colonna “response” quello che tutto il team si impegna a rispondere.
 
Come si vede dall’ultima riga, il mio signal/response è un misto di due culture molto diverse 🙂
C’è voluto un po’ a insegnare ai miei compagni di corso a pronunciare “maremma maiala”, che ho tradotto con “bloody hell”!

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David Papini