Gestire le emozioni

Mi ero scordato di pubblicare questo video, registrato prima dell’uscita italiana del film Inside&Out, più o meno due anni fa. A questo punto immagino non ci sia più il rischio spoiler, per cui lo pubblico :-).

Per il resto, in due anni sono successe tante cose nel magico mondo delle emozioni, ma  il contenuto del video è forse ancora più attuale. Sto ancora mettendo ordine tra quello su cui ho riflettuto negli ultimi due anni, ma nell’attesa di mettere online idee nuove, questo video costituisce una base di partenza.

Le mie idee sull’intelligenza emotiva sono nel frattempo evolute parecchio (ho scritto una tesi dal titolo “L’invenzione dell’intelligenza emotiva”, per dire :-)) ma se possibile il mio odio per le semplificazioni e la linearità è ancora maggiore. Spero a presto, per un’argomentazione sul tema meno “emotiva”!

 

Parlare in pubblico

Nulla è più appropriato, per parlare in pubblico, di “sentirsi” come ci si sente.

Da più di vent’anni parlare in pubblico è una delle attività che compongono il mio “portafoglio di attività lavorative” ed è parte di quello che faccio nella vita.

Essendo un introverso, quando mi trovo su un palco mi comporto esattamente all’opposto di quando mi invitano a una festa e devo interagire socialmente con i miei simili. Odio la seconda situazione e amo la prima.

Nel corso degli anni ho incontrato molte persone che invece amano le feste e odiano parlare in pubblico. Il piccolo video che segue è dedicato a loro.

Il sistema immunitario dell’ansia

Per molti di noi stanno per arrivare i due periodi più ansiogeni dell’anno:

Il pre-Natale con le ansie da regali, pranzi e dinamiche familiari, cene con i colleghi, spettacoli e concerti natalizi dei figli e il post-Natale, con i classici “cosa fare a Capodanno” e “buoni propositi per l’anno nuovo”.

Mi è sembrato un buon pretesto per parlare (bene) dell’ansia e del sistema immunitario che anche quest’anno ci può aiutare a sfangarla. Il video è più lungo della mia media, ma spero contenga idee utili su come sfruttare bene l’ansia anche quando si vogliono ottenere altri risultati oltre a sopravvivere al Natale.

Counseling o coaching? Scegliere il tipo di aiuto

Di coaching, counseling, terapia, innamoramenti, euristiche, orientamento al passato e al futuro. Un video più lungo del solito, per un tema che continua a comparire nelle conversazioni con i clienti. Con qualche accenno polemico agli psicologi …. 🙂

Coaching, scienza, umiltà

La storia della scienza e delle sue scoperte è anche la storia delle “riscoperte” e delle cornici culturali in cui la scienza opera. Il coaching può imparare parecchio da questa storia.

Coaching e complessità

Prima della pausa estiva, un video un po’ più lungo su un tema complesso (ma non complicato), su cui meditare durante l’estate 🙂

La teoria dei sistemi complessi ci aiuta a vedere il coaching in modo più realistico e meno naif.

 

Mediocrità, eccellenza e perfezione

Continuo a pensare che alcune esigenze di fondo sono le stesse a prescindere dal contesto: una di queste è il bisogno di eccellenza e di miglioramento. Che si tratti di un prodotto, di un software, di una prestazione, di una relazione gli esseri umani sono capaci di giocare il gioco della perfezione.

La vera maledizione di ogni prestazione e di ogni prodotto consiste non nell’essere pessimi, ma nell’essere mediocri. In questo video condivido un semplice gioco che può servire a chiunque voglia onestamente e in modo esplicito migliorare un prodotto, un processo o una relazione.

Pensieri lenti e veloci

Sette minuti di video dedicati al pensiero del premio nobel Daniel Kahneman e a che cosa possiamo ricavarne come coach. In uno dei libri più importanti di questo secolo, Kahneman comincia a far vedere in una luce diversa la complessità del nostro modo umano di pensare e prendere decisioni. Mi ricorda che il modo con cui pensiamo è per la maggior parte automatico e non conscio ed è anche per questo che cambiare e aiutare altri a farlo sembra semplice in teoria ma è un lavoro dannatamente complicato e affascinante quando vuoi davvero ottenere i risultati che “in teoria” sono raggiungibili.

Il lato positivo del negativo

Tra le mie varie certificazioni ce n’è una recente che si chiama CPCC (Certified Positive Psychology Coach). Questa specialità, insegnata nella scuola di Julia Stewart (una dei coach usciti dalla scuola del padre del coaching occidentale Thomas Leonard) fa leva sulle acquisizioni scientifiche delle neuroscienze e della cosiddetta psicologia positiva. Cito la qualifica per giustificare il contenuto di questo breve video in cui cerco di spiegare che la psicologia positiva non è la stessa cosa della psicologia ottimista, sopratutto in tema di emozioni 🙂 E sfatiamo anche il mito che quando si tratta di coaching e cambiamento, il benessere e il comfort siano l’obiettivo principale.